Da "Avatar", Jul 2003

Il détournamento dei bit: dalle pratiche situazioniste al cybersquatting

di Tatiana Bazzichelli

 

Tutto ciò che era direttamente vissuto si è allontanato in una rappresentazione

(Guy Debord)

 

Il diritto all'informazione è nel contempo diritto alla deformazione, scrivevano gli hackers nel manifesto dell'ormai celebre - e storico - Icata '89.
I media digitali, la video-arte, la net art, l'arte, aldilà di ogni costrizione semantica, possono essere un territorio di confine in cui sperimentare, provando ad agire sulle manifestazioni condivise della propria epoca, decostruendo e ricostruendo le proprie appartenenze socioculturali. Sperimentando l'incontro-scontro con la tecnologia, lavorando sul segno elementare, sulle immagini sgranate dei video, ricombinando i pixel digitali, attuando virtuosismi con il codice, si può partecipare alla costruzione del nuovo a partire dalla frammentazione e personalizzazione delle precedenti categorie interpretative del reale. La Rete, meglio di qualsiasi altro media, è lo strumento in cui è possibile operare costruzioni e decostruzioni del linguaggio, giocare con i simboli culturali, effettuare «azioni performative».
L'importanza del «giocare con i segni», e costruire una graffiante critica dello status quo comprendendo le regole del linguaggio, e imparando a sovvrertirle, non è comunque una novità di oggi. Abbiamo diversi esempi nel campo dell'arte, o della non-arte, nelle pratiche del Lettrismo a partire dal 1945, e dal Situazionismo, a partire dal 1952. Movimenti - soprattutto per quanto riguarda il Lettrismo - ben poco studiati e volontariamente ai margini di un sistema dell'arte ampiamente rifiutato, ma le cui pratiche sono oggi capillarmente diffuse nella nostra società, radicate come un virus nella sua spina dorsale.
Le pratiche elaborate da Isidore Isou e dai lettristi, vanno nella direzione di una progressiva smaterializzazione dell'opera d'arte, per dare vita a una nuova forma espressiva basata sulla natura segnica e fonetica della lettera, in cui poetico, plastico e musicale si intrecciano. Diventa centrale la tecnica dell'ipergrafia, definita da Isou come la «struttura entro cui tutti i segni alfabetici acquisiti dai popoli scomparsi e da quelli tuttora esistenti vengono ripresi per la prima volta, riorganizzati in milioni di maniere differenti e superati dai segni artificiali inventati dai miei compagni e da me». Per mezzo dell'azione, si liberano virtualità non iscritte in nessun sistema, né a priori, né a posteriori, dando origine a un nuovo modo di concepire il linguaggio, il segno, e di conseguenza facendo diventare non familiare il familiare e viceversa.
Il Lettrismo di Isou dà vita alla pratica del détournement delle forme comunicative quotidiane - come i cartelloni pubblicitari e le immagini filmate - appropriandosi del segno per realizzare una «sovrascrittura», isolandolo e inserendolo in un contesto altro, svelando la finzione del comunicare per guardare alla realtà con occhi diversi.
«Eliminando quel che vi è di estrinseco nel cartellone (la pubblicità), ma servendosi delle sue raddoppiate forze di ripercussione sul mondo, il pittore nuovo scriverà sulla tela lettere che saranno oggetti muniti di trombe».
La pratica del détournement viene utilizzata anche nel successivo Situazionismo, nato grazie all'azione di Guy Debord, Asger Jorn e Constant che, insieme a Pinot Gallizio, provengono rispettivamente da una cultura francese, danese, olandese e italiana e che traggono influenza dei precedenti movimenti del Lettrismo, dal Gruppo Cobra e dal Movimento Internazionale per una Bauhaus Immaginista (MIBI). Infatti, elemento centrale appare la tecnica di svalutazione e rovesciamento di elementi culturali già strutturati, insieme all'opposizione ai vecchi valori culturali, al rovesciamento delle arti, al rilancio potenziale dei giovani, alla trasformazione dell'architettura in anti-architettura. L'idea della psicogeografia e delle dérive, è mutuata dalla proposta di un'architettura infinitesimale di Isou, sostituendo gli elementi costruttivi dello spazio secondo il senso e la volontà di chi vi abita.
«La psicogeografia ha la funzione di un esercizio spontaneistico e ludico della vita quotidiana che la dérive, passeggiata libera senza itinerario fisso (il cui antecedente è la flânerie surrealista) attua in una dimensione umana nuova, fondata sulla liberazione del desiderio e sull'esplodere della soggettività, in opposizione al condizionamento del bisogno consumistico». È possibile quindi imparare ad «agire» autonomamente con i codici del linguaggio, con i segni, détournandoli in contesti diversi, andando a colpire le appartenenze sociali, politiche e culturali cristallizzate nella nostra società.
Questa «guerriglia comunicativa», che in Rete trova il suo massimo sviluppo, è sicuramente favorita della riproducibilità tecnica dei segni digitali, dalla performatività degli infiniti 01 che possono essere rimanipolati, riprodotti, clonati e ricombinati.
Le pratiche attiviste e artistiche in Rete (meglio definite come artiviste) ben ricordano le teorizzazioni sulla riproducibilità tecnica dell'opera d'arte di matrice Benjaminiana con il conseguente superamento dell'«aura», dell'unicità e originalità immacolata del prodotto artistico.
In Rete, infatti, non ha senso parlare di originalità: ogni file è riproducibile all'infinito senza perdita di qualità, e ogni copia è identica all'originale. Inoltre, navigando nella Rete, tutto ciò che viene visualizzato è immediatamente memorizzato dal proprio hard disk e, di conseguenza, fatto proprio. Diventa obsoleto il concetto di copyright, lasciando spazio a diverse forme di legislazione e di tutela delle proprie creazioni in linea con le caratteristiche strutturali del mezzo utilizzato, come il cosiddetto «copyleft» che si basa sulla GNU General Public License (GPL).
La Rete, essendo performativa e rizomatica, permette di ideare pratiche che nascono in un ambiente virtuale, ma che possono insinuarsi in maniera capillare nei diversi circuiti dell'informazione, negli ambiti politici, economici e sociali del nostro tempo. Azioni che possono diffondersi come dei virus che vanno a toccare i nervi scoperti del nostro sistema sociale e che si propagano velocemente.
La migliore sovversione sta nel distorcere i codici, non nel distruggerli.
Ed è quanto hanno fatto fino a oggi artisti e attivisti come 0100101110101101.ORG, Entartekunst, ®Tmark, The Yes Men, i Negativland, i Surveillance Camera Players, Ricardo Dominguez con l'Electronic Disturbance Theatre, gli Adbusters, Jaromil, il collettivo YoMango e in passato l'entità multipla Luther Blisset, il collettivo Strano Network, Netstrike.it, i Giovanotti Mondani Meccanici, gli artisti Giacomo Verde, Tommaso Tozzi, Massimo Contrasto, Federico Bucalossi, Claudio Parrini.
Una pratica molto frequente in Rete e decisamente efficace è il cybersquatting.
Una buona definizione del cybersquatting è riportata nel libro Hacktivism - la libertà nelle maglie della rete, di A. Di Corinto e T. Tozzi:
«Il cybersquatting è l'utilizzo del nome di dominio (l'indirizzo Internet) da parte di un soggetto non legittimato ad usarlo. Inizialmente il termine è stato usato per indicare la pratica del domain grabbing (appropriazione di dominio), che consiste nell'acquistare un certo nome di dominio per rivenderlo e farne commercio. Successivamente il concetto è stato esteso alla pratica di acquisizione di un dominio orientata a creare confusione o disturbo ad altri soggetti in quanto indicazione ingannevole dell'ubicazione Internet di certi contenuti». Si registra un dominio ad hoc che presenta il nome dell'organizzazione oggetto della protesta e lo si costruisce con contenuti diversi da quelli normalmente previsti, utilizzando lo spazio per veicolare tematiche di protesta, ingannevoli e spesso irrisorie. In questo modo, l'utente è invitato ad una riflessione conseguente allo straniamento semiotico e contenutistico. Un esempio estremamente significativo è l'attività degli 0100101110101101.ORG, una cyber-entità ribelle autrice dei più perfetti colpi mediatici degli ultimi anni. Conosciuti inizialmente grazie al «furto» della galleria d'arte Hell.com, un sito d'arte accessibile solo a un ristretto nucleo di utenti attraverso password e protetto da copyright, hanno portato avanti azioni rivolte a smascherare l'ideologia dominante mediante lo svelamento e il détournamento dei codici comunicativi. Nel 1999, hanno realizzato l'azione di cybersquatting comprando il dominio vaticano.org e mantenendolo per un intero anno al pari dell'organo di informazione ufficiale della Santa Sede (nessuno si era accorto della differenza!). In realtà, pur essendo il sito formalmente identico a quello originale, i contenuti presentati erano stati détournati in qualcosa di molto diverso: testi di canzoni, enclicliche rivedute e corrette, cut-up dei contenuti del sito ufficiale ma assemblati in maniera bizzarra. Dopo una battaglia con le autorità religiose, non è stato più rinnovato il dominio vaticano.org agli 0100101110101101.ORG: l'esperimento è però ancora visibile nel sito del collettivo. Altro episodio memorabile è stata la pubblicazione, da parte della società ®Tmark, che finanzia progetti per il sabotaggio delle grandi corporation, della copia rivisitata del sito di George W. Bush, candidato alle elezioni presidenziali del 2000 (http://rtmark.com/gwbush1/). L'azione ha mostrato come la politica statunitense sia dipendente dalle leggi di mercato, facendo parlare di sé tutti i maggiori quotidiani del mondo per i contenuti critici verso l'operato di Bush. Sempre ®Tmark, nel 1999, ha copiato, scaricandolo, l'intero lay-out del sito della World Trade Organization (www.wto.org), registrandolo sotto il dominio gatt.org, richiamando la sigla del General Agreement of Tarifs ad Trade, uno dei primi trattati di liberalizzazione del commercio internazionale contro cui i manifestanti di Seattle stavano protestando. I contenuti del sito erano ovviamente molto critici rispetto all'economia della globalizzazione, per cui non è tardata la risposta degli organizzatori del WTO, che hanno intimato di far sparire quelle pagine, creando grande eco e proteste nel popolo della Rete. Molti utenti si collegavano al sito gatt.org pensando di leggere informazioni ufficiali e trovavano invece proteste per la distruzione della politica democratica e la mancanza di responsabilità sociale e ambientale del WTO. Dopo una guerriglia mediatica a suon di comunicati stampa da ambo le parti, il sito originale del WTO è stato rinnovato graficamente e il sito gatt.org è rimasto a testimonianza di un'azione molto commentata, ricevendo ancora email di chi credeva realmente di visitare il sito ufficiale. Questo ha portato, addirittura, a invitare il gruppo degli Yes Men, che gestivano il sito gatt.org, a una conferenza internazionale di aziende tessili a Tampere in Finlandia, in veste di membri del WTO! Durante il convegno, un membro degli Yes Men, dopo un'iniziale apologia del libero mercato, ha mostrato come era possibile mantenere il controllo totale sui lavoratori in fabbrica, indossando un vestito dorato collegato con connessione wireless agli stabilimenti tessili e provvisto di piccolo monitor. Il monitor era collocato su un enorme fallo gonfiabile, che riceveva un feedback diretto sulla produttività della forza lavoro. Il vestito dorato era infatti munito di sensori che provocavano sensazioni di benessere al manager trasmettendo impulsi positivi all'aumentare della produttività dei lavoratori. La cosa esilarante, è stata vedere come nessuno, all'interno della conferenza, mostrasse segni di sdegno o di incredulità per quanto detto. Una sicurezza e fiducia data dall'aver di fronte una persona (in realtà membro degli Yes Men) contattata attraverso un sito ufficiale, legittimato dal «brand WTO», il cui contenuto, détournato, non era stato evidentemente neanche letto. E questo spiega molte cose.
I media, Internet, divengono luoghi di azione, in cui i gesti e i segni acquistano la capacità di influenzare dinamiche allargate di potere. In cui è possibile appropriarsi di certe logiche, comprenderle, svelarne i meccanismi e trovare nuove modalità di risposta e di protesta, da unire necessariamente alle più tradizionali, ma comunque molto efficaci in una società che parla per immagini e si esprime attraverso appartenenze formali e codici immateriali.

 

BIBLIOGRAFIA

AA. VV., 1998, Internazionale situazionista, la vera scissione, Roma, Manifestolibri, 1999.

Bonito Oliva A., Le Tribù dell'Arte, Milano, Skira editore, 2001.

Debord G., 1967/1988 La società dello spettacolo - Commentari sulla società dello spettacolo, Milano, Baldini & Castoldi, 1997.

Di Corinto A., Tozzi T., Hacktivism, la libertà nelle maglie della rete, Roma, Manifestolibri, 2002.

Dorfles G., 1961 Ultime tendenze nell'arte d'oggi - Dall'Informale al Postmoderno, Milano, Feltrinelli, 1998.

Hakim Bey, 1985, T.A.Z. Zone Temporaneamente Autonome, Milano, Shake, 1997.

Leary T., Caos e cibercultura, Milano, Apogeo-Urra, 1994.

Luther Blisset, Totò Peppino e la guerra psichica, Bertiolo, AAA Edizioni, 1996.

Turkle S., 1996, La vita sullo schermo - Nuove identità e relazioni sociali nell'epoca di Internet Milano, Apogeo, 1997.

Turner V., The Anthropology of Performance, New York, Paj Publication, 1986 (trad.it. Antropologia della Performance, Bologna, Il Mulino, 1993).

SITOGRAFIA

®Tmark: http://www.rtmark.com/

0100101110101101.ORG: http://0100101110101101.org/

Adbusters: http://adbusters.org/

Claudio Parrini: http://www.parrini.net/

D-I-N-A: http://www.d-i-n-a.net/

Electronic Civil Disobedience: http://www.thing.net/~rdom/ecd/ecd.html

Federico Bucalossi: http://www.strano.net/bucalossi/

Giacomo Verde: http://www.verdegiac.org/

Giovanotti Mondani Meccanici: http://www.dada.it/gmm

Hacker Art: http://www.hackerart.org/

Jaromil: http://korova.dyne.org

Luther Blisset: http://www.lutherblissett.net/

Massimo Contrasto: http://www.strano.net/contrasto/

Negativland: http://www.negativland.com/

Netstrike: http://www.netstrike.it/

Plagiarist: http://plagiarist.org/

Strano Network: http://www.strano.net/

Surveillance Camera Players: http://www.notbored.org/the-scp.html

The Yes Men: http://theyesmen.org/

Thecnologies to The People: http://www.irational.org/tttp/TTTP/TTTP.html

Yomango: http://www.lasagencias.org/