Da "Juliet", Aprile-Maggio 2003
WWW.0100101110101101.ORG
di Melania Gazzotti
Come avete iniziato con la net-art?
Abbiamo sempre lavorato con i mass media - quotidiani, televisione, radio - e quando la Rete è diventata un mezzo di comunicazione di massa abbiamo trasferito lì il nostro lavoro. Senza dubbio quello della net.art è stato un ottimo stunt: si è riusciti nel giro di qualche anno a creare dal nulla un nuovo movimento artistico, con le sue definizioni, un suo gruppo di "pionieri", i suoi canoni estetici, i suoi critici e i suoi musei, però come l'abbiamo sfruttato, ora ce ne liberiamo.
Perché avete scelto la rete come medium di diffusione del vostro lavoro?
Lavorando con i media quello che ci interessa è ottenere visibilità, raggiungere il maggior numero di persone nel minor tempo. In Rete un sito come il nostro è considerato dai motori di ricerca più visibile e importante del sito della Repubblica, per fare un esempio che un lettore italiano possa capire. È evidente che un potere così smisurato si possa ottenere solo assaltando un mezzo nuovo, imparandone l'uso e l'abuso prima che ci arrivino i "pachidermi" nel mondo fuori dalla Rete.
Dunque il vostro lavoro non è diretto al mondo dell'arte?
Il nostro lavoro è in Rete, visibile 24 ore su 24, 365 giorni l'anno. Il nostro pubblico va oltre quello tradizionale dell'arte includendo i milioni di spettatori che hanno seguito i telegiornali, letto gli articoli riguardanti Darko Maver o visitato il falso sito del Vaticano, mentre queste azioni erano in corso.
Qual è il progetto che vi ha dato maggiore soddisfazione?
Il progetto al quale abbiamo dedicato più energie è il life_sharing. life_sharing (anagramma di file sharing), è un sistema di condivisione dei file basato sul sistema operativo libero Linux. Dal gennaio 2001 diamo accesso libero e illimitato a tutti i contenuti del nostro computer: testi, immagini, software, la posta privata, puoi letteralmente perderti in questo enorme labirinto di dati. life_sharing è un approccio nuovo all'architettura di Rete, che ha trasformato un normale sito in un potente "personal media", un sistema di condivisione totale. Alla fine degli anni '90 lavoravamo esclusivamente riutilizzando, rubando e rimescolando materiali di altri, nel 2000 abbiamo deciso di invertire questa prospettiva condividendo tutto quello che facevamo, con tutti, gratuitamente e in tempo reale, attraverso la Rete.
Il life_sharing ha ottenuto un grosso successo da ogni punto di vista: è stato commissionato dal Walker Art Center di Minneapolis ed ha ricevuto enorme interesse da parte della stampa (il giorno dell'apertura del computer il New York Times, ad esempio, gli dedicò un'intera pagina). Le visite continuano ad aumentare costantemente (più di 100.000 singoli visitatori solo nel 2002) ed è considerato uno dei progetti più significativi di media art degli ultimi anni.Arte e attivismo,un binomio di difficile convivenza. Molto spesso un aspetto prevale sull'altro. solo poche figure nella storia dell'arte hanno saputo trovare un equilibrio fra i due aspetti. Pensate che questo equilibrio sia possibile?
L'arte può essere un potente mezzo per trattare argomenti politici senza retorica, raggiungendo un vasto pubblico. Consideriamo film come Fight Club, di David Fincher, o Nemico Pubblico, di Tony Scott, molto più efficaci nel risvegliare la coscienza del pubblico di tanto attivismo noioso e polveroso che è capace solo di rivolgersi ad un pubblico già politicizzato. Un'azione come quella del falso sito del Vaticano incarna perfettamente la presenza di questo dualismo nelle nostre operazioni. [nota su vaticano.org]
Pensate che l'arte può intervenire e modificare la realtà?
Nel mondo contemporaneo l'individuo è immerso in flussi continui di messaggi d'ogni tipo. L'artista non deve limitarsi a riappropriarsi di questo flusso (imitarne l'estetica o la retorica) deve invece ricreare questo paesaggio mediatico, diventandone il protagonista, creando nuove storie che buchino i filtri della comunicazione e mandino in cortocircuito l'intero sistema. La percezione della realtà è costruita dai media, manipolare i media significa modificare la realtà.
Cosa avete in programma nei prossimi mesi?
Non riveliamo mai quello a cui stiamo lavorando. Molte delle nostre operazioni richiedono la sorpresa, perciò vengono organizzate in segretezza, talvolta per motivi legali. Molte persone navigano in profondità il nostro sito per cercare di intuire in che direzione ci stiamo muovendo. Sopratutto da quando abbiamo iniziato VOPOS, un progetto in cui la nostra posizione sul globo terrestre era costantemente aggiornata nel sito tramite un sistema satellitare.
Se intendi le pubbliche relazioni abbiamo in programma un tour negli Stati uniti che comincerà a marzo e finirà a metà maggio. Attraverso mostre e conferenze pubbliche presenteremo 0100101110101101.ORG prima a Baltimora, a Pittsburgh e a New York, dove per il decimo anniversario del New York Digital Salon ci sarà una grande retrospettiva con le opere più significative di media art degli ultimi 10 anni. Poi ci sposteremo in California, a Santa Barbara, a San Diego, a Los Angeles e a Valencia dove parleremo nelle università. Dopo di che saremo probabilmente alla Biennale di Venezia, questa volta all'interno del progetto Makrolab di Marko Peljhan. Contemporaneamente altre cellule di 0100101110101101.ORG lavoreranno a mostre e presentazioni in Serbia, in Lettonia, a Berlino e ad uno workshop nelle isole Canarie, per l'apertura del nuovo museo di arte contemporanea di Forteventura. Lo stile di vita dei membri di 0100101110101101.ORG è il tributo al modo in cui funzionano un buon computer o un ottimo programma: si muovono seguendo la via più logica e diretta per portare a termine la loro complessa funzione.