From "The New York Times", July 8, 1999
Un Attacco alla Commercializzazione della Web ArtUna campagna contro gli sforzi diretti a creare un mercato per la Web art.
di Matthew MirapaulRichard Rinehart pensa che potra' essere lui la prossima vittima, e la cosa non lo preoccupa.
La scorsa settimana Rinehart ha venduto una copia della sua opera in rete "An Experience Base - A Boolean Typhoon" per $52.50 dal sito d'aste "eBay", diventando uno dei numerosi artisti digitali che stanno esplorando le potenzialita' commerciali delle loro attivita' in rete. Ma la vendita fa di lui un probabile bersaglio degli attivisti che negli ultimi mesi hanno attaccato artisti simili copiando i loro siti.
Operando sotto lo pseudonimo di "Luther Blissett", la persona o il gruppo ha gia' duplicato due siti di arte digitale, l'esposizione "Surface" organizzata da HELL.com e la galleria online Art.Teleportacia, caricando poi le repliche sul sito 0100101110101101.ORG.
In alcuni messaggi e-mail spediti a mailing list sull'arte, "Blissett" ha spiegato che le azioni sono basate "sulla convinzione che l'informazione deve essere libera" e sulla speranza che la Rete possa essere un paradiso del no-copyright dove l'arte digitale non "regredisca" aderendo al modello dell'arte tradizionale basato sulla proprieta' e sul mercato.
"Possono rigirarla come vogliono, ma in ultima analisi questo e' semplicemente un furto", dice Kenneth Aronson, il fondatore di HELL.com. "E' una trovata pubblicitaria per far conoscere un gruppo di persone evidentemente senza talento".
Luther Blissett era un calciatore inglese del cui nome si sono appropriati alcuni beffatori mediatici e terroristi culturali. Il sito 0100101110101101.ORG e' registrato a un indirizzo di Bologna, in Italia, ma un sito del Luther Blissett Project e' ospitato sul server della Idiosyntactix, un gruppo artistico con sede a Toronto.
Dmytri Kleiner, un membro della Idiosyntactix, ha dichiarato che il suo gruppo appoggia gli attivisti e fornisce loro lo spazio sul server, ma non e' mai stato coinvolto nella duplicazione dei siti.
Tentando di contattare gli attivisti via e-mail si ottengono solo risposte futili o off-topic, persino meno illuminanti dei confusi manifesti spediti alle mailing list sull'arte. Tuttora, i siti copiati evidenziano la sfida a cui gli artisti digitali vanno incontro tentando di assegnare un valore ad un lavoro cosi' facilmente riproducibile.
Queste questioni sono parte di cio' che ha spinto Rinehart, un artista di Berkeley, Calif, a mettere all'asta su "eBay" la sua opera "An Experience Base". Alla fine dei dieci giorni dell'asta, Robbin Murphy, un artista newyorkese, cofondatore del sito "artnetweb", ha fatto l'offerta piu' alta,di $52.50, per acquistare un clone dell'originale digitale.
Rinehart ha dichiarato: "$52.50 e' il giusto prezzo del lavoro? Beh, non necessariamente, perche' ho venduto una copia del lavoro a Robbin, non i diritti esclusivi di proprieta'. Ho venduto la sola forma di propireta' rilevante nell'"universo elettronico": la proprieta' intellettuale. Forse gli artisti digitali potrebbero guadagnare nella quantita' a basso prezzo quello che perdono nell'unicita' ad alto prezzo."
Eppure i sostenitori della tattica "blissettiana" affermano che la proprieta' intellettuale sia una facile scappatoia. Riferendosi ai creatori del progetto privato HELL.com, Kleiner dice, "Mi rifiuto di accettare che possiedano alcuna proprieta' intellettuale. Stanno semplicemente modificando la conoscenza intellentuale che tutti condividiamo. Di fatto, stanno minacciando di rubarla e impacchettarla come se fosse loro".
HELL.com e' un spazio web privato per la collaborazione creativa tra artisti, ma la mostra "Surface" e' stata aperta, all'inizio di quest'anno, ad ospiti invitati, come preludio al lancio di una mostra con visite pay-per-view, sempre quest'anno.
In maggio, gli attivisti hanno caricato il contenuto di "Surface" in 0100101110101101.ORG, insieme ad una scherzosa versione modificata dell'introduzione all'originale HELL.com. Definendolo "astuto", Aronson ha fatto notare agli attivisti che il loro sito stava violando i diritti degli autori, imponendo che il materiale venisse rimosso. Ma il sito e' ancora la'.
"E' prendere in giro l'elitarismo fighetto" commenta Kleiner.
Ma Rinehart ha detto che gli attivisti potrebbero cadere in preda dei loro stessi argomenti. Dice di non essere d'accordo con "la loro riduttiva definizione di Internet come un caotico e idealistico accesso per tutti".
"Beh, qualcosa lo e', ma altro sicuramente no". "La Rete e la net.art sono sufficientemente grandi da contenere molte attitudini diverse. Sono d'accordo che la parte "libera" venga protetta fortemente, ma non che dobbiamo diventare tutti ugualmente elitari e disgustosamente dogmatici e dichiarare che solo un tipo di arte e' quello giusto."
Auriea Harvey, un'artista di Ney York che ha preso parte a "Surface", prende una posizione simile, ma afferma di non essersi preoccupata della duplicazione del sito in se'.
"Ogni volta che qualcuno guarda qualcosa in Rete, ne viene fatta automaticamente una copia nel cache". "Ho visto delle magistrali ricombinazioni dei miei lavori on line. Chi se ne frega del copyright? Se non vuoi che ti rubino qualcosa, allora non metterla in Rete".
"Il problema che ho avuto era con quella assurda e poco lungimirante idea per cui e' in qualche modo sbagliato o anti-Rete cercare di sperimentare nuovi modi di mostrare o procurarsi del reddito dal tuo lavoro". "Un mondo dove la net.art fosse come Luther Blissett vuole che sia, sarebbe molto noioso. Dal loro caos esce stagnazione."
Harvey stessa ha appena comprato un lavoro di net.art, l'opera di Olia Lialina "If You Want To Clean Your Screen", da Art.Teleportacia, la prima galleria a vendere opere create per la Rete. Il mese scorso gli attivisti Blissett hanno copiato i files del sito, li hanno in qualche modo alterati, e rimessi on-line in 0100101110101101.ORG, in versione "anti-copyright". Lialina, che cura il sito, ha affermato di aver apprezzato cosi' tanto la copia d'aver incluso un link ad essa nella sezione "Under Construction" della sua galleria.
In realta' questa non e' la prima volta che un sito d'arte viene copiato. Nel 1997, l'artista sloveno Vuk Cosic si e' impossessato dei contenuti del sito di Documenta, che si tiene ogni cinque anni in Germania. Il sito ufficiale fu tolto dalla Rete, ma un fac-simile sopravvive ancora nel sito di Cosic. Nonostante Cosic non riveli le motivazioni che l'hanno spinto a copiarlo, creare una presenza permanete on-line di un'evento temporaneo del mondo reale ha qualche merito artistico.
Da parte sua, Rinehart sembra sfidare la sorte. Persino prima di sapere delle azioni di "Blissett", ha incluso nel suo sito una sezione "Copyright", nella quale invita i visitatori a "rubare questo sito" fornendo degli esempi sulla flessibile interazione tra copyright e creativita' nel mondo dell'arte.
Lo disturberebbe se l'opera diventasse parte della collezione a 0100101110101101.ORG?
"Non mi importerebbe molto, anche se penso che il loro lavoro potrebbe giovarmi" ha affermato Rinehart. "Penso che i loro esperimenti siano utili, se non altro perche' esplorano nuove possibilita'. Buon per loro! Ma mi interessano meno di altre attivita' artistiche che ho visto".
Rinehart ha inoltre fatto notare che potrebbe persino beneficiarne se il suo lavoro riapparisse la'. "Forse essere hackerati sul loro sito potrebbe diventare una sorta di onore tra i net artisti, magari alzare persino i prezzi dei lavori originali".
An Experience Base -- A Boolean Typhoon
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artnetweb
HELL.com
Art.Teleportacia
0100101110101101.ORG
Luther Blissett Project
Idiosyntactix
Auriea Harvey's Entropy8
Documenta
Vuk Cosic's DocumentaX