From "The New York Times", January 6, 2000
L'Ultima Evoluzione dell'Arte Digitale: Provocazioni e Beffe
Internet incoraggia un tipo di gioco che forza i confini, soprattutto della proprietà, portando alla produzione di lavori nè tradizionalmente decorativi nè realistico-narrativi.
di Matthew MirapaulForse siamo noi che ci stiamo rendendo ridicoli.
Non appena il mondo dell'arte ha iniziato a prendere sul serio l'idea di un'arte digitale, gli artisti stessi hanno smesso. Sembra quasi che la maggior parte delle opere digitali apparse su Internet negli ultimi mesi sia poco più di una serie di beffe concettuali.
L'ultima riguarda il sito 0100101110101101.ORG, che lo scorso anno ha iniziato ad esporre copie di progetti d'arte digitale tra i più famosi, in protesta contro la loro commercializzazione.
Il giorno di Natale, l'artista di Los Angeles Amy Alexander ha realizzato una copia delle copie nel suo sito plagiarist.org. Questa settimana, gli anonimi "creatori" del sito 0100101110101101.ORG hanno risposto copiando a loro volta il sito di Alexander, costringendola ad aggiornare Plagiarist.org, cosicchè ora il suo sito contiene la copia realizzata da qualcun altro del suo stesso sito.In un messaggio e-mail, Alexander ha riconosciuto che il clone del sito era "una beffa nella beffa". Ma ha anche descritto Plagiarist.org come "un personaggio che rimbalza nella casa degli specchi della Rete. Plagiarist non vede mai fuori dalla Rete, ma non sembra accorgersene. Quando vivi in un casa degli specchi, è difficile affermare che non ci sono finestre."
Nel quinto anno della rubrica "arts@large" il mondo dell'arte sta finalmente sforzandosi di scrutare attraverso la finestra del monitor. Il Whitney Museum sta progettando di esporre opere d'arte create in Internet nella sua prossima biennale dedicata all'arte americana. Le fondazioni investono somme considerevoli per commissionare arte digitale. I dipartimenti dei collegi d'arte propongono corsi in storia dei media digitali, sia teorici che pratici.
Ciò che il pubblico è pronto a vedere sono, nella migliore delle ipotesi, versioni online di opere concettuali appartenenti al passato. Il clone di 0100101110101101.ORG da parte di Alexander è un esercizio estremamente ingegnoso, ma è anche un'iterazione in epoca cyber dell'arte dell'appropriazione, che prende materiali esistenti e li assembla in un contesto nuovo e, si spera, stimolante.
[...] Tradizionalmente, la prima colonna di "arts@large" del nuovo anno è dedicata a suggerire alcuni artisti e progetti che è bene tenere sott'occhio nei mesi successivi, e ci sono molti motivi per stare attenti nell'anno 2000.
[...] Natalie Boockhin, il cui adattamento in videogioco di un racconto di Borges è stato una delle espressioni estetiche più rilevanti del 1999, si è opposta fortemente alla descrizione ludica di molti lavori recenti.
In una conversazione telefonica dalla sua casa di Los Angeles, Bookchin ha affermato, "Chiamare qualcosa "beffa" ne sminuisce l'importanza".
Invece, ha obiettato, Internet incoraggia un tipo di gioco che forza i confini, soprattutto della proprietà, portando alla produzione di lavori nè tradizionalmente decorativi nè realistico-narrativi. Per esempio l'asta del gruppo Akshun è stata un tentativo positivo di unire le sfere dell'e-commerce con l'economia delle belle arti.
"C'è molto lavoro piuttosto serio," ha affermato, "ma c'è anche spazio per il gioco, e la Rete lo permette. La maggior parte del lavoro non è finalizzata a creare qualcosa da appendere ad un muro, ma è piuttosto un dialogo tra persone, la costruzione di una comunità. E' tutto ciò che lo stare seduto in uno studio a dipingere non permette, e stiamo tutti cercando di capire come sfruttare tutto questo."
Ma Lev Manovich, un artista e critico di San Diego il cui libro "The Language of New Media" verrà pubblicato dalla MIT Press prossimamente, non è così sicuro che lavori orientati in direzione più concettuale siano una necessaria conseguenza dell'evoluzione del medium.
"Il fenomeno delle beffe e delle provocazioni è interessante a livello sociologico. Da un lato sembra appropriato alla Rete come medium. Ma in ultima analisi contribuisce a rendere la net.art troppo un fatto di comunicazione sociale e troppo poco di rappresentazione simbolica o di altre funzioni più tradizionalmente artistiche."
Bookchin è ottimistista riguardo alle prospettive dell'arte in Internet. "E' solamente l'inizio," ha affermato, "e sono assolutamente certa che continuerà a progredire perchè Internet è il medium più importante del nostro tempo e se gli artisti non lo sfruttassero sarebbe davvero tragico."
Precisamente.
Nel 1972, il critico rock Robert Christgau disse riguardo al musicista Roy Buchanan: "Sì, è veramente un gran buon chitarrista, e non ha la più pallida idea di cosa farsene."
Sì, Internet è veramente il più importante medium del nostro tempo. Forse stiamo iniziando ad avere nuove idee su cosa farcene nei prossimi anni.
E non è uno scherzo.
0100101110101101.ORG
Plagiarist.org
Net.Art Consultants
Institute of Contemporary Arts
Akshun
eBay
Ars Electronica
Walker Art Center
Andy Deck
Turbulence.org
Robbin Murphy
Natalie Bookchin