Da "il Sole 24 Ore", 20 agosto 2000, p. 29


"Rhizome", arte in banca dati

Il sito conserva e discute delle effimere opere nate online


di Daniele Perra

Nell'agosto del 1996, l'artista americano Mark Tribe, che allora lavorava come web designer per la Pixelpark GmbH nella città di Berlino, ha ideato Rhizome.org, the new media art resource, il cui quartier generale si trova a Manhattan nell'area newyorkese di TriBeCa. Un'organizzazione non-profit americana, vera e propria piattaforma internazionale, punto d'intersezione tra l'arte contemporanea e le tecnologie emergenti e risorsa importante per la presentazione, la divulgazione, l'interpretazione e la conservazione di opere d'arte realizzate per il World Wide Web e che risiedono esclusivamente nella memoria remota di un computer. Il termine Rhizome (rizoma), oltre che per il suo significato letterale, è stato scelto come metafora di struttura organizzativa non gerarchica dell'informazione, esemplificazione di una complessa interpretazione elaborata dai filosofi francesi Felix Guattari e Gilles Deleuze nel volume Mille Plateaux. Capitalisme et Schizophrénie (Les Editions de Minuit, 1980). I progetti e le attività del sito www.rhizome.org si sono sviluppati a partire da tre obiettivi principali: alimentare un dialogo critico sull'arte multimediale; far conoscere a un pubblico esteso le ricerche intraprese da artisti, da critici e da curatori interessati all'arte digitale e ai suoi sviluppi; archiviare tali ricerche - opere di net art, articoli, saggi e interviste - per le generazioni future.

Al fine di creare una comunità virtuale all'interno della quale poter condividere interessi comuni, Mark Tribe, affiancato da Alex Galloway, quale direttore tecnico, e grazie soprattutto ai contributi di alcuni corrispondenti sparsi in tutto il mondo, tra i quali artisti critici e studiosi come Lev Manovich, Joseph Nechvatal, David Hunt e Mark Amerika, ha dato vita a un servizio d'informazione via e-mail al quale potersi iscrivere gratuitamente. Una volta la settimana gli iscritti ricevono annunci di progetti d'arte multimediale, di festival internazionali, di eventi, di conferenze, di concorsi e di mostre; interviste con gli artisti, comunicati stampa, recensioni e commenti più o meno autorevoli su temi che riguardano l'arte e la tecnologia. In poco tempo la comunità di Rhizome.org si ampliata incredibilmente e vi hanno aderito numerosi scrittori, artisti, critici, programmatori, designer e studenti di circa 75 nazioni.

I "fortunati" iscritti alla rizomatica comunità hanno potuto anche assistere, solo per la durata di 48 ore, nel febbraio dello scorso anno, con l'ausilio di un codice d'accesso personale e di una password, a un evento non accessibile al pubblico, organizzato dal sito HELL.COM dal titolo Surface. Si trattava, in sostanza, di una galleria virtuale temporanea che mostrava in anteprima il lavoro di alcuni net artisti di fama internazionale. Rivendicando il diritto di poter accedere liberamente alle informazioni raccolte nella rete senza alcun carattere di elitaria esclusività, i componenti del fantomatico sito www.0100101110101101.ORG hanno effettuato, in quell'occasione, un download dell'intero contenuto della galleria elettronica e ne hanno fatto una copia esatta, rendendola condivisibile a tutti sul proprio dominio. La clonazione del sito HELL.COM ha sollevato un acceso dibattito sul diritto d'autore, sulla difficile commercializzazione di opere d'arte create in Internet e sul concetto di "originale", ormai forse obsoleto grazie alle potenzialità di manipolazione e rielaborazione dei dati offerte dall'informatica.

Rhizome.org anche un vero e proprio laboratorio creativo. Ogni qualvolta si accede alla home page del sito si viene accolti da una diversa pagina di benvenuto. Si tratta delle cosiddette Splash Pages, pagine temporanee che alcuni artisti di diversa provenienza geografica e culturale, tra i quali David Crawford, Shu Lea Cheang, Jodi e Olia Lialina, hanno appositamente creato per Rhizome.org. Inoltre, è possibile accedere a una sorta di biblioteca composta da più di 1500 articoli, raccolti nella sezione "TextBase", non soltanto grazie a un funzionale motore di ricerca interno, ma anche attraverso un'interfaccia di visualizzazione dei contenuti alternativa chiamata Starrynight. I testi sono rappresentati da stelle collocate su sfondo nero e la luminosità di ogni singola stella è determinata dal numero di volte che il testo è stato letto. Sfiorando con il mouse ogni stella, appare una lista di parole chiave che a sua volta rimanda ad altre costellazioni di stelle e quindi ad altri testi: quelli più popolari brillano, mentre quelli meno letti e probabilmente di minor interesse collettivo sono rappresentati da minuscoli punti di luce.

Nel mese di maggio, Rhizome.org ha ricevuto finanziamenti da tre prestigiose istituzioni americane: The National Endowment for the Arts, The Rockefeller Foundation e The Daniel Langlois Foundation for Art, Science and Technology. Tali fondi sono stati impiegati per il mantenimento dell'ArtBase, un archivio online per l'accesso e per la conservazione di progetti d'arte in rete, poiché come afferma Mark Tribe, fondatore e direttore responsabile di Rhizome. org: "Internet è il mezzo più effimero dell'arte multimediale; opere d'arte in Internet significative sono state cancellate con un click di mouse. L'ArtBase raccoglie queste opere importanti e le conserva per il futuro". Tra i 71 lavori selezionati da un comitato composto, tra gli altri, da Steve Dietz (Walker Art Center, Minneapolis), Gerfried Stocker (Ars Electronica, Linz), Jon Ippolito (Solomon R. Guggenheim Museum, New York) e già archiviati compaiono: Grammatron di Mark Amerika, Superbad di Ben Benjamin, cyber*babes di Lisa Hutton, Flesh&Blood di Mouchette e Pulse di Mark Napier.

Tra le attività svolte al di fuori della rete, Rhizome.org organizza, nella storica "The Kitchen" di New York, centro espositivo e luogo di incontro fondato da alcuni artisti nella seconda metà degli anni Sessanta, "Digital H@ppy Hour", una serie di eventi in cui artisti internazionali, che si servono di Internet quale mezzo creativo, mostrano e parlano pubblicamente dei loro progetti.