Da "VideoStudenti", Apr 2001
life_sharing: computer di tutto il mondo, unitevi!
E se tutti i computer del mondo si unissero condividendo mail, programmi, giochi e cosi' via? La risposta e' 0100101110101101.org. Il progetto del gruppo bolognese 01.org si basa sulla concezione del life_sharing, simpatico anagramma del ben piu' noto termine "file sharing". Condividere la vita e' la traduzione letteraria. Le implicazioni, come possiamo ben immaginare sono parecchie. Pensate ad un'immensa rete di computer. Pensate alla condivisione totale di un intero hard disk: mail, programi, testi, foto. Se riuscite ad immaginare questo siete sulla buona strada. Certo, sapere che quel raccontino che scrivo su word ogni sera possa essere letto da tutti e' un'idea un po' inquietante...Forse, pero', se guardiamo un po' piu' in la' e pensiamo a qualcosa di piu' ampio e importante come l'abbattimento del copyright verso la filosofia GNU della GPL, General Public License (tre comandamenti:
uno: liberta' di distribuire copie del free software - e farsi pagare per questo, se si vuole; due: che ciascuno riceva il codice sorgente o che lo possa ottenere se lo desidera e che ciascuno possa modificare il programma o usare delle parti in nuovi programmi "liberi"; tre: che ciascuno sappia di poter fare queste cose), allora la cosa si fa un po' piu' interessante e meno sconvolgente. Utopia? Forse. Fatto e' che gli 01.org hanno gia' messo in pratica la loro idea. Andando al sito http://www.0100101110101101.org vi ritroverete nel computer del sudddetto gruppo trasformato in server accessibile a tutti. Saltellando da una cartellina in stile linux all'altra giungiamo finalmente nella directory /home. E qui le cose si fanno parecchio interessanti. Perche' si scopre che questo non e' il solo progetto degli 01.org. Mettere in pratica le idee antycopyright non e' cosa facile, ma sembra che questi 01 ci stiano riuscendo. Dal mettere "illegalmente" a disposizione sul proprio server pagine e opere di net.artisti raggiungibili solo tramite password (hell.com, art.teleportacia) fino alla grande truffa dell'artista serbo Darko Maver (ricordate? ci e' cascata perfino la Biennale. Tutti gridarono al genio e piansero la sua morte. Peccato che Maver: mai esistito. Era "solo" una creatura plasmata in rete dgli 01), questi nuovi "Robin Hood del cyberspazio" (?) , come qualcuno li ha soprannominati, ci presentano il loro ultimo esperimento. Molti li criticano, altri li idolatrano. Fatto sta' che sono in tanti, tantissimi a parlarne.Un avvertimento: per visitare il sito conviene avere a disposizione alcune ore. E potrebbero passare anche 10 minuti di panico passati a capire da dove si comincia. Poi pero' ce la fanno tutti. Piu' o meno.